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Grazia Nardi nasce e vive a Rimini dal 1951. Impegnata, per motivi professionali, in attività istituzionali improntate da formalità e/o impostazione politica, alle soglie della maturità, liberata da vincoli imposti perché “doveva scrivere in conto terzi”, ha pensato di cimentarsi nella narrazione personale, con un linguaggio finalmente essenziale, senza filtri o veline.
Da Foj de Borg a Rimini Sparita ha espresso ed esprime una riminesità popolana nella quale si ritrovano mondi trasversali, modi di dire che in realtà rappresentano modi di essere, di pensare e che offrono anche ai più giovani la chiave per comprendere il presente.
Ricordi, parole, personaggi colti con gli occhi di una bambina e riportati in vita nel mondo attuale.
Per questo “Buona Memoria”, oltre ad essere una dote che va alimentata, diventa così anche un auspicio rivolto a tutti i lettori di Rimini Sparita.

Non sempre era meglio…

Casa, lavoro, lavoro, casa. Un’uscita straordinaria era rappresentata dalle visite ad amici e parenti ricoverati in ospedale che venivano omaggiati non con fiori o cioccolatini, fuori dalla portata per il costo ed oltretutto privi...

Il telefono

Mentre il televisore portava il mondo in tutte le case accorciando non di poco le distanze sociali, il telefono,  nei primi anni 50, rimaneva  tabù almeno presso il ceto popolano. Il telefono? Per far che?...

Siamo cresciuti con…

Oggi, almeno una tra le diverse scuole di pensiero ci porta a diffidare della pubblicità nella sua funzione di veicolo consumistico:  la crema che fa sparire la cellulite, lo yogurt dalle mille funzioni, i...

L’amore ai tempi…

Ho già avuto modo di dire che gli anni 50, sullo sfondo di una guerra da poco finita, concedevano poco al sentimentalismo sia nei rapporti tra genitori e figli sia nelle relazioni di coppia. La...

Nessun bacio della buona notte

A noi bambini degli anni 50, primi 60, nessuno dava il bacio della buona notte. Di superfluo non c'era niente, neppure nei sentimenti. I primissimi mesi si passavano a piangere arrotolati nella fascia strettissima chiusa...

“T’è c–menzè prèst a patì…”

Raccontare degli anni 50/60, è sicuramente una forma di auto analisi che, come già detto, aiuta a comprendere dove affondano le radici di alcuni schemi mentali che ti porti dietro nonostante le diverse esperienze...

I ‘personaggi irripetibili’

RiminiSparita, lancia una nuova proposta: non un inno alla nostalgia, sentimento pur nobile e,  a volte, necessario. Perché a fermarsi alla nostalgia significa mettere un punto, quello di fine discorso, alla realtà. C’è invece...

I bambini non sono più quelli di una volta?

Confermo che invecchiando il pensiero va con più frequenza agli anni dell’infanzia, non necessariamente per motivi nostalgici o uno scontato rimpianto che, ad ogni età, ti fa apparire migliore il “com’eravamo”. Non sempre l’infanzia...

L’ABC inizia con… “F”

La bicicletta era il mezzo di trasporto per eccellenza, custodito dentro casa… nascosto, anzi riparato dietro il comò o la porta e protetto da un panno. Per tutti noi di quell’epoca, il film di...

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