Home buona memoria

buona memoria

Grazia Nardi nasce e vive a Rimini dal 1951. Impegnata, per motivi professionali, in attività istituzionali improntate da formalità e/o impostazione politica, alle soglie della maturità, liberata da vincoli imposti perché “doveva scrivere in conto terzi”, ha pensato di cimentarsi nella narrazione personale, con un linguaggio finalmente essenziale, senza filtri o veline.
Da Foj de Borg a Rimini Sparita ha espresso ed esprime una riminesità popolana nella quale si ritrovano mondi trasversali, modi di dire che in realtà rappresentano modi di essere, di pensare e che offrono anche ai più giovani la chiave per comprendere il presente.
Ricordi, parole, personaggi colti con gli occhi di una bambina e riportati in vita nel mondo attuale.
Per questo “Buona Memoria”, oltre ad essere una dote che va alimentata, diventa così anche un auspicio rivolto a tutti i lettori di Rimini Sparita.

“I la manda…”

“Cosa ci hanno lasciato" di Grazia Nardi Vocabolario domestico: “I la manda...” “La mandano”. Cosa? La “bella vita”! Era un’espressione che, il più delle volte celava l’invidia, o quantomeno un giudizio critico, nei confronti di chi mostrava...

“E’ magna ad travèrs”

Mangia di tutto, da un cibo all’altro, anche quello che sarebbe contrindicato (per chi aveva un peso eccessivo o qualche problema funzionale per cui avrebbe dovuto “stè riguardèd”). Siamo oltre i primi anni '50 quando...

“A né so sé ho vòja da védle”

Eh sì ritorna, prevedibile come una festa comandata, il Festivàl di Sanremo, proprio con l’accento sulla “a” come lo si pronunciava negli anni '50… un avvenimento, allora, che unificava l’Italia dal nord al sud,...

“Per Pasqua”

Quando si diceva “pèr stal fèsti” ci si riferiva sempre alle feste di Natale: Pasqua era semplicemente “per Pasqua”. Perché, se per i credenti praticanti la Resurrezione aveva un significato più intenso della Natività,...

“Cut vègna…”

Se proprio non se ne poteva fare meno si chiamava il dottore… Anche quello era un avvenimento speciale a prescindere dalla sua ripetitività. Si “tirava fuori” la biancheria migliore custodita proprio per quell’occasione. Un’abitudine che...

E’ ancora Natale?

Ho avuto modo, infatti, di scrivere del natale degli anni ’50 in altri post e mi fa un certo effetto pensare che abbiamo trascorso un lungo periodo insieme nel quale, tutto sommato, ho aperto...

Inno alla stufa

A differenza di quanto avveniva in periferia dove tutti erano poveri, i poveri di città si sentivano come i neri in uno stato governato dai bianchi. In via Cairoli, dove sono nata e vissuta...

Il brodo primordiale

Nella seconda puntata dedicata al bagnino riminese doc tengo a ribadire che il contesto di riferimento è quello degli anni 50-60, anni in cui i cambiamenti nello stile di vita e nell’organizzazione sociale precorrono...

70 anni vanno portati bene

Dice mia mamma Elsa (89 anni): «Quand andémie al primi manifestazióun de vèntizìnc avrìl, avémie tót quèlcun da ricurdè, quèlcun cl’era stè perseguitèd di fasésta: un parènt, un amig, un cnusènt. Amarcòrd de fiól...

Articoli più consultati