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Grazia Nardi nasce e vive a Rimini dal 1951. Impegnata, per motivi professionali, in attività istituzionali improntate da formalità e/o impostazione politica, alle soglie della maturità, liberata da vincoli imposti perché “doveva scrivere in conto terzi”, ha pensato di cimentarsi nella narrazione personale, con un linguaggio finalmente essenziale, senza filtri o veline.
Da Foj de Borg a Rimini Sparita ha espresso ed esprime una riminesità popolana nella quale si ritrovano mondi trasversali, modi di dire che in realtà rappresentano modi di essere, di pensare e che offrono anche ai più giovani la chiave per comprendere il presente.
Ricordi, parole, personaggi colti con gli occhi di una bambina e riportati in vita nel mondo attuale.
Per questo “Buona Memoria”, oltre ad essere una dote che va alimentata, diventa così anche un auspicio rivolto a tutti i lettori di Rimini Sparita.

Il telefono

Mentre il televisore portava il mondo in tutte le case accorciando non di poco le distanze sociali, il telefono,  nei primi anni 50, rimaneva  tabù almeno presso il ceto popolano. Il telefono? Per far che?...

“Piazzatremartiri”

Ogni 16 agosto sono innumerevoli le citazioni al martirio di tre giovanissimi riminesi; questa mia vuole semplicemente ricordare a tutti noi, ma soprattutto a quelli che di piazza Tre Martiri citano il nome come...

“I zuclét”

L’arrivo in tavola del cocomero (l’anguria), un frutto che non “sfama”, era un segnale non tanto di un conquistato benessere, ancora lontano ma del passaggio dalla precarietà del lavoro saltuario ad una più probabile...

Mai detto: “Non mi piace”

Il riciclaggio più che una conquista ambientale rappresentava una necessità. Le vecchie ed infeltrite (inassèdi) maglie di lana, cardate, finivano nell’imbottitura dei materassi in sostituzione del crine o, disfatte, venivano usate per confezionare calze...

L’amore ai tempi…

Ho già avuto modo di dire che gli anni 50, sullo sfondo di una guerra da poco finita, concedevano poco al sentimentalismo sia nei rapporti tra genitori e figli sia nelle relazioni di coppia. La...

“Aspèt i barchèt in zìma la palèda”

“Cosa ci hanno lasciato" di Grazia Nardi Vocabolario domestico: “Aspèt i barchèt in zìma la palèda” Tiglio, il mare, non lo abbandonava mai, nemmeno d’inverno e passava il tempo a rastrellare la sabbia per liberarla dai...

“L’è nèd infèlice…”

Il 3 dicembre è la Giornata Internazionale delle persone disabili e in California due killer hanno fatto strage in un centro per persone portatrici di handicap, uccidendone 14. I TG dicono “non se ne conoscono i...

S’ut capita un spèin…

“S’ut capita un spèin...” (in quegli anni c’era poca confidenza coi soldi). Non c’è dubbio che sul denaro sia stato detto tutto ma è anche certo che la percezione dello stesso dipenda da tante variabili,...

4 aprile 1968

“Inèr i va bèin per cantè, fè la bocs, andè in guèra ma si èlza la tèsta i fa prèst a mazèj” (i neri quando cantano o diventano campioni di pugilato o devono difendere...

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