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sburone d'antan ...
scenografica immagine di Ippolito Salvoni, Rimini 1910.

Album di fotografie della famiglia Battaglini : 1899-1917, Biblioteca Gambalunga.

Rimini anno 1965 - Distributore di Benzina Aral.

[Foto di Davide Minghini]

© Biblioteca Gambalunga Rimini

Distributore Rotili, 1971 ⛽📷
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Claudio Casadei 🤞
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Distributore Rotili, 1971 ⛽📷
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Claudio Casadei 🤞
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Condividiamo una serie di immagini dell’amico Claudio Casadei 🥂🙌🏻

29 settembre 2016 (da un ricordo di Grazia Nardi)
“L’è un’alma...”
Questa mattina abbiamo tumulato le ceneri del babbo nell’ultima dimora, terzo piano di una grigia costruzione…i lettori dei miei post hanno potuto farsi un’idea di Tiglio, una personalità essenziale e, forse ...per questo, contemporaneamente complessa. Stasera, poi, preciserò perché, voglio ricordare il suo rapporto particolare con gli animali chè lui veniva scelto da loro e non viceversa. Coi cani aveva un’intesa speciale, ricordo la volta in cui un lupo mi stava abbaiando con non poca intensità da un giardino cui mi ero avvicinata per lasciare la copia domenicale de “L’Unità”. Tiglio, assistendo alla scena, gli si parò davanti, si portò l’indice al naso, pronunciò un “ehi, ssss” ed il cagnone, zittito, abbassò la testa. Ma per lo più stabiliva rapporti basati su affinità emotive. Ci sono stati cani – mi vengono alla mente il bulldog Yulù o il pastore siberiano Dorka - che, in tempi diversi, abbandonarono i loro facoltosi padroni per seguire il babbo, dormire, spesso, sullo stuoino fuori dell’uscio, accontentarsi di una zuppa ricavata dalla raschiatura dei tegami, pur di star con lui. Quando Dorka sfregava la zampa contro la porta, per richiamare la nostra attenzione, era il segnale che il babbo aveva preso una destinazione a lui inaccessibile e la Elsa: “E’ tu bà l’èndè e’ cinema a vój véda staséra s’ul diş”. Ma non di meno la sua propensione affettiva verso i gatti. Già anziano, ne nutriva una colonia che viveva in spiaggia, a Marina Centro. Apparivano la mattina presto al suo richiamo per poi nascondersi sotto le cabine all’arrivo di altre persone, estate o inverno, sole o neve Tiglio partiva tutti i giorni a piedi, dalla Barafonda, per portare loro, il cibo.
E questa mattina, esaurito il breve rito, mentre stavamo uscendo, lassù in quella specie di attico, un bellissimo gatto, bianco e nero ci è venuto incontro strusciando il muso nelle nostre gambe, poi ci ha seguito mentre scendevamo e, finite le scale, si è fermato mantenendo lo sguardo verso di noi. Ecco, secondo il pensiero del babbo quello era “un’alma” e forse per questo Romeo sì è sentito di dover commentare: “Il babbo ci ha voluto salutare…”.
E quel gatto c’è ancora ed a sua discrezione, ogni tanto mi viene incontro, quando – ogni mattina – ritorno in quel luogo, sempre più famigliare.