buona memoria

Grazia Nardi nasce e vive a Rimini dal 1951. Impegnata, per motivi professionali, in attività istituzionali improntate da formalità e/o impostazione politica, alle soglie della maturità, liberata da vincoli imposti perché “doveva scrivere in conto terzi”, ha pensato di cimentarsi nella narrazione personale, con un linguaggio finalmente essenziale, senza filtri o veline.
Da Foj de Borg a Rimini Sparita ha espresso ed esprime una riminesità popolana nella quale si ritrovano mondi trasversali, modi di dire che in realtà rappresentano modi di essere, di pensare e che offrono anche ai più giovani la chiave per comprendere il presente.
Ricordi, parole, personaggi colti con gli occhi di una bambina e riportati in vita nel mondo attuale.
Per questo “Buona Memoria”, oltre ad essere una dote che va alimentata, diventa così anche un auspicio rivolto a tutti i lettori di Rimini Sparita.

“U’ la fà tända”

“Cosa ci hanno lasciato" di Grazia Nardi Vocabolario domestico: “U’ la fà tända” Oggi si dice a 360 gradi, ovvero si chiude il cerchio senza interruzioni: di solito era riferito al tempo quando pioggia o neve...

“Sa tót chi tatànai!”

“Cosa ci hanno lasciato" di Grazia Nardi Vocabolario domestico: “Sa tót chi tatànai!” Un commento dispregiativo ed infastidito verso l’eccesso di ninnoli, cianfrusaglie, soprammobili, cazzabubboli che inondavano certe case, secondo il gusto personale dei padroni di...

Ah, adèss cu jè Fèisbùc…

Si, Facebook... sembrano passati anni luce dagli anni Cinquanta quando, invece, la corrente elettrica era arrivata da poco nelle case, illuminate, fino ad allora, con il lume a petrolio o l’acetilene, tanto che, per...

Le “perle” di babbo Tiglio

Alcune perle di babbo Tiglio: “arcurdèv che a pasqua i va j’agnèl...” (muoiono prima i più giovani, dedicato a chi gli ricordava che acciacchi erano dovuti all’età;“quello che tuo è mio, quello ch’è mio, è...

Siamo cresciuti con la pubblicità

Oggi, almeno una tra le diverse scuole di pensiero ci porta a diffidare della pubblicità nella sua funzione di veicolo consumistico: la crema che fa sparire la cellulite, lo yogurt dalle mille funzioni, i...

La vita in bianco e nero

Negli anni Cinquanta la vita era in bianco e nero come nei film del neorealismo e non diversamente da quelli del filone “telefoni bianchi” (appunto!)….. come le fotografie, come i programmi della Rete 1,...

Le Lire

In quegli anni talmente poca era la confidenza con il denaro, che nessuno chiamava le Lire col loro nome. Non c’è dubbio che sul denaro sia stato detto tutto ma è anche certo che la...

Quando c’era il posto “in piedi”

Dunque il cinema era l’unico vero svago del tempo. Le sale erano strapiene, soprattutto la domenica quando il più delle volte ci si doveva rassegnare al “posto in piedi” anche perché, quando la storia...

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