“E’ sac svóid un stà in pid”

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Pubblicato la prima volta il 15 Aprile 2018 @ 00:00

“Cosa ci hanno lasciato” di Grazia Nardi
Vocabolario domestico: “E’ sac svóid un stà in pid”

Il sacco vuoto si affloscia: vale per le persone se non mangiano a sufficienza, ma era anche la risposta al commento “smètlà da magnè che mumènti st-ciòp” quando il soggetto colpito dalla previsione malefica si difendeva alludendo alla necessità di mangiare per poter “stare in piedi” ed assolvere ai propri compiti.

Eh sì perché in un periodo in cui i ricordi della fame rimordevano la memoria tanto quanto i morsi allo stomaco… era ancora diffusa l’idea che “mangiare” facesse sempre bene, fosse il rimedio principe non solo per prevenire ma anche guarire le malattie…Così a quelli indeboliti dalla forzata degenza si raccomandava “magna che ta t’arciap” e si riservava loro, solo a loro, quanto di maggior qualità potesse disporre la casa: il brodo “sla chèrna bòna”, “la fitèina”, “al partugali”, “un òv sbatùd”.. e un bicier ad vèin.che fa chèrna e sangue”. Del resto, non a caso, come già rimarcato, anche i ricoverati in ospedali venivano omaggiati, in occasione delle visite, con prodotti commestibili: “un pac ad cafè… un scartuzèin ad zóchèr…due tré limùn… al partugali…” o, potendo, “una bocia ad marsala o fèrochina” che “ l’at tira só”. E’ quindi anche comprensibile che, allora, “grasso” fosse bello… simbolo di prosperità, salute..tanto che le mamme si preoccupavano per figlioli troppo magri che “i pèr sèimpra malèd” e “bsägna stèi drè si na è plécca, è plécca e un garavèla gnìnt..” mentre quelli grassocci “j’è biènc e räss chi fa mèl vòj!”. Sembrava quasi si volesse recuperare il cibo “perso” prima e durante la guerra “quand a sèrmie sfulèd… dio grèzia e’ pèn sèc” mentre i bambini più piccoli venivano svezzati col pancotto: pane raffermo, acqua, una stilla d’olio e, quando c’era, formaggio grattuggiato. E non credo sia un caso che ancor oggi, i sopravvissuti di quella generazione “in bóta via gnìnt” e la Elsa non si è mai rassegnata nel vedermi gettare nel bidone i prodotti che, sulla confezione, indicano la data scaduta… lei che per giudicare la qualità si è sempre basata sulla vista e sull’odorato.

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