“U ja ciap la sgrégna”

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Rimini Sparita

Pubblicato la prima volta il 22 Gennaio 2018 @ 00:00

“Cosa ci hanno lasciato” di Grazia Nardi
Vocabolario domestico: “U ja ciap la sgrégna”

Detta anche “risarèla”… o “ridarèla”, è quella forma di risata, magari non troppo sonora ma incessante.. di quelle che, scatenate da un qualche motivo, non si riesce a trattenere soprattutto se ci si trova in un ambiente od in un contesto dove sarebbe chiaramente inopportuna.. anzi è quella sorta di trasgressione che la alimenta.. a scuola, sfidando lo sguardo severo dell’insegnante, in chiesa dove, a seguito del rimbrotto del vicino di panca, si abbassava la testa in segno di contrizione per poi riprendere immediatamente con la sgrigna, al cinema confidando nel buio per non essere visti… ed a casa quando si giocava con fratelli od amici… ci voleva poco per ridere..bastava una parolaccia detta di nascosto dai grandi, una di quelle “forti” che si leggevano sui muri esterni delle case ma irripetibili nell’ambiente famigliare…un gioco dove si “fingeva” di menarsi scansando i colpi o si dondolava sulla sedia cercando ovviamente di mantenersi in equilibrio mentre arrivava il preavviso della mamma “smitìla c’av fè mèl… fè basta che da la risadèina e’ vèin la pianzudèina…”… ridere, piangere… anche nello stesso tempo…era proprio dei bambini di allora che imparavano presto ad autoconsolarsi… del resto eravamo quelli disposti a fare la fila per andare a vedere Stanlio ed Ollio o Marcellino Pane e Vino.

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