“Nu fa e’ sfazéd”

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Pubblicato la prima volta il 11 Febbraio 2015 @ 00:00

“Cosa ci hanno lasciato” di Grazia Nardi
Vocabolario domestico: “Nu fa e’ sfazed”

Non essere maleducato, sfacciato: era la raccomandazione, anzi il monito ai bambini che, soprattutto fuori casa, dovevano mantenere un contegno riservato, fino al punto che quando ci veniva offerto qualcosa, un dolcetto qualunque, la risposta di rito doveva essere: ”no grazie”; o la merenda: “no grazie, ho già mangiato”. Perché, dicevano i nostri genitori, “si na i dis ca sì sfamèd”.

Ricordo un rinfresco cui fummo inviatati mio fratello ed io per la comunione di un amico. In quelle occasioni veniva servita, col bricco, la cioccalata in tazza, alimento prelibato quanto raro, il più ambito: ebbene, quando passarono per il “secondo giro” mio fratello, memore delle raccomandazioni, rispose il classico “no grazie”… per poi piangere e disperarsi una volta rientrato a casa; una remora che quelli della mia generazione si sono portati appresso negli anni, come l’evitare di andare in casa altrui nell’ora di pranzo: un comporatamento che, probabilmente, era legato al fatto che a quel tempo non ce n’era da dividere, quindi serviva non mettere in imbarazzo i padroni di casa né gli ospiti improvvisati.
Per la stessa ragione quando, nel pomeriggio, si faceva l’ora della merenda se ce n’era anche per i compagni la si poteva mangiare durante i giochi, sennò la mamma ci chiamava in casa.

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