“L’e’ vèra che Sant’Antonie…”

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Pubblicato la prima volta il 17 Gennaio 2016 @ 00:00

“Cosa ci hanno lasciato” di Grazia Nardi
Vocabolario domestico: “L’e’ vèra che Sant’Antonie us è inamurè de baghin…”

È vero è che Sant’Antonio si era innamorato del maiale, quindi…. Espressione che si usa per definire che ”l’amore è cieco”

Il 17 gennaio si festeggia Sant’Antonio, protettore degli animali: nella nostra città si preserva la tradizionale benedizione di quelli domestici, presso il Tempietto di piazza Tre Martiri ovvero nel luogo dove avvenne il miracolo della mula, pare nel 1223.
Anche se al Santo è notoriamente associato un altro animale, “e’ baghìn”.

Sul rapporto tra il santo ed il maiale ci sono diverse scuole di pensiero: chi dice che fosse stato il primo ad usare il grasso del suino per lenire le vescicole dell’herpes zoster, appunto Fuoco di Sant’Antonio, chi ritiene che la raffigurazione con il maiale ai piedi del Santo stia a significare la supremazia dello spirito sui piaceri della carne, non solo commestibile… fatto è che a quella relazione si fa risalire la funzione protettiva verso tutti gli animali domestici.
Ma nel dialetto riminese l’accostamento ha preso un altro significato, quando riferito a coppie che appaiano mal assortite fisicamente o per altre differenza a vantaggio di uno dei due e il commento “l’è vèra che Sant’Antògne u sé namurè dè baghìn” evidenzia la bruttezza, fisica o morale, di un membro della coppia o, comunque, la passione per qualcosa di poco onorevole. Se un Santo si è potuto innamorare di un maiale, un comune mortale può innamorarsi di qualsiasi persona… o cosa.

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