Ospedale della Misericordia Rimini

Nel 1368 il Capitolo Lateranense dona alla Confraternita riminese della Beata Vergine una casa, posta nella via Maestra – il Corso d’Augusto – perchè vi edifichi una chiesa ed un ospedale. Il 26 giugno 1486 Galeotto Malatesta, esponente di spicco di un ramo cadetto della famiglia e tutore dell’ancora minorenne Pandolfo, nonchè governatore della città, decide di unificare tutti gli ospedali cittadini in quello della Misericordia per sopperire alle necessità di poveri, infermi, pellegrini, fanciulli, vedove e miserabili.

Gli ospedali cittadini che confluiscono in quello della Misericordia sono: quello di San Francesco, quello degli Scoriati (o dei Battuti), quelli di San Giacomo, quello di Santa Maria in Acumine, quello di San Bartolomeo, quello di Sant’Antonio, quello di San Giovanni Battista nel Borgo San Genesio, quello di Santa Caterina nel Borgo San Giuliano, quello di Santo Spirito, e quello dei Gozzi.


L’ospedale crebbe in seguito per le molte eredità pervenutegli negli anni tramite i lasciti delle abbienti famiglie riminesi. Restò in funzione fino al XIX secolo, quando si trasferì presso l’ex Collegio dei Padri Gesuiti, oggi sede dei Musei comunali, prendendo il nome di “Ospedale Infermi” o “Ospedale degli Infermi”.

La chiesa, di pertinenza dell’ospedale ed intitolata a Santa Maria della Misericordia, nella prima metà del XVIII secolo venne completamente restaurata nelle forme attuali. Con la riduzione delle parrocchie avvenuta nel 1806 la chiesa divenne sussidiaria di quella di Santa Maria in Corte (Servi), e nel 1809 venne chiusa. Riaperta nel 1814, prese il titolo di Santa Maria ad Nives. La chiesa ospita al giorno d’oggi le sedute del Consiglio Provinciale.

 

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