“L’è na purchèra”

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Pubblicato la prima volta il 28 Aprile 2016 @ 00:00

“Cosa ci hanno lasciato” di Grazia Nardi
Vocabolario domestico: “L’è na purchèra”

Termine molto semplice e del tutto simile al termine in lingua italiana, “è una porcheria”: la curiosità sta nell’estensione a partire dalla più comune ovvero quella in campo alimentare, riferita ad una pietanza davvero poco gradevole vedi la “ciofeca” di Totò, ma non di meno il riferimento alla qualità di un capo di abbigliamento nell’epoca i cui la lana era veramente lana ed il cotone puro cotone, quando si aveva certezza o sentore di una qualche sofisticazione, mancando l’etichetta che specificasse la composizione del tessuto, ci si affidava al tatto, alla vista e persino all’odore (“L’è na purchèra, la sa ad petrolie…. I dis clè flanèla ma l’è bumbasòn”.)

Ma il commento era facile sentirlo anche all’uscita dal cinema, quando il film non aveva corrisposto alle aspettative: “L’è na purchèra… tót sòld butèd via”.

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