Pubblicato la prima volta il 24 Aprile 2015 @ 00:00
“Cosa ci hanno lasciato” di Grazia Nardi
Vocabolario domestico: “L’è mej magnè l’erba t’un grèp che…… ”
È meglio mangiare l’erba dei fossi, ovvero rinunciare al benessere materiale che perdere la propria dignità; un modo di dire e di essere che mi piace riportare stasera, ricordando momenti in cui questa scelta ha avuto il sopravvento anche a costo della vita.
Piuttosto che… vale per tutti i compromessi che chiedono un prezzo troppo alto alla nostra dignità ed al rispetto verso noi stessi… meglio la miseria, meglio mangiare l’erba nei fossi.. ognuno con la sua asticella ovviamente.
Da bambina sentivo i commenti delle donne di casa verso quella che “l’ha spusè un veç bavós snà per i sòld.. mè piutòst..” e sento ancora la mamma, oggi, alla notizia di giovani e bellissime donne che “s’innamorano” del personaggio attempato ma ricco… ”tè fiòc andè durmì s’un isè..l’è mèj….”. E ricordo il babbo, carattere difficile ma gran lavoratore.. quando lavorava da manovale nei cantieri, la sera, a fine giornata, segnava nel calendario le ore od anche i minuti in più..per poi pretenderne il pagamento a fine mese.. perché diceva “la mi pèga a mlà sò guadagnèda…. chè piutòst che fè e’ rufièn..”. E quella volta quando, rimasta vedova la nonna poco più che quarantenne con tre figli.. le “dame di carità” si presentarono a casa per portare all’Istituto Pio Felice, il figlio minore e la Elsa le cacciò inferocita “piutòst pèn e zväla ma tót insèin..”. E’ sì e quando fin da piccoli si respira quell’aria… ti rimane dentro.





