Danni e caos

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Disagi in città

Pubblicato la prima volta il 21 Novembre 2018 @ 08:46

Disagi in città
Disagi in città

La città e tutta la riviera si sono svegliate sotto l’infuriare di una bufera in piena regola: raffiche di bora di eccezionale violenza hanno rovesciato in poche ore tonnellate di neve mentre il mare, forza 8, ribolliva paurosamente. Fabrizio Brighi, di 19 anni, abitante in via Fiandre 5 a Rimini, alla guida della sua A112 targata Forlì 502035, percorre via Destra del Porto. La visibilità è ridottissima a causa della bufera di neve, le acque del porto canale stanno superando le banchine tracimando sulla sede stradale.

Improvvisamente il Brighi pigia un po’ troppo violentemente il freno dell’auto che sbanda in direzione del canale. La utilitaria supera il bordo della banchina precipitando prima su due barche che sballottano come turaccioli e quindi in acqua. Il giovane fa appena in tempo ad abbandonare la sua auto che più tardi verrà recuperata dai sommozzatori e da un’autogrù dei vigili del fuoco.

La bufera, improvvisa e violentissima, sorprende anche due motopescherecci di Cesenatico in mare, il «Tiziana» con a bordo William Brugnoli, Marino Foschi e Franco Savini e il «Patrizia Galli» con a bordo Vittorino Barberini, Andrea Tosi e Dino Agan. Mentre il primo, sia pure con estrema difficoltà riesce a guadagnare il porto di Rimini, per il secondo si teme il peggio. Ha quasi tutto in avaria compreso il motore. La Capitaneria di porto lancia l’allarme dopo che tre elicotteri, da Rimini, da Ciampino e da Linate, devono forzatamente rinunciare a trarre in salvo l’equipaggio. Il natante viene raggiunto da due rimorchiatori partiti da Ravenna e dalla piattaforma dell’Agip «Perro Negro» che riescono a «scortare» il peschereccio fino nel porto di Cesenatico.

Contemporaneamente scatta l’allarme a Bellaria. Una motonave, l’«Andrea Doria», rotti gli ormeggi ha urtato di poppa contro la banchina procurandosi una grossa falla. È paurosamente inclinata di poppa e sta per affondare. I vigili del fuoco la tengono a galla con le idrovore.

Mentre la neve e il vento spezzano cavi elettrici e inclinano paurosamente alberi d’alto fusto, lungo la costa la mareggiata picchia con ondate simili a magli sulle strutture balneari. Stabilimenti crollati, allagamenti e danni a non finire. Il bilancio si prevede molto grave.

Il Resto del Carlino
6 gennaio 1985

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