Pubblicato la prima volta il 6 Settembre 2017 @ 00:00
“Cosa ci hanno lasciato” di Grazia Nardi
Vocabolario domestico: “La gallina che non becca ha già beccato”
Il detto non necessita di traduzione né di spiegazione, perché letteralmente significa che la gallina, quando rifiuta il becchime, vuol dire che ne ha preso abbastanza in precedenza.
Chiaramente era un modo di dire che si usava a tavola verso chi “non aveva fame”…ed aveva un senso al tempo in cui di cibo non ce n’era di troppo per cui accadeva raramente che si rifiutasse a tavola.. quando questo avveniva, in genere, stava proprio a significare che il soggetto aveva mangiato prima, magari di nascosto.. dunque in quel commento c’era spesso una sorta di accusa. Capitava anche che si rifiutasse il cibo per dimostrare un proprio disagio.. o dissenso.. anche in quel caso il detto in questione esprimeva il giudizio di chi non si faceva prendere da alcuna emozione… un po’ come “piangi, piangi che fai gli occhi belli”.
Ma non erano rare le volte che, a tavola, la mamma specialmente, saltasse il pasto o portasse la sua porzione al minimo perché non ce n’era per tutti.. e allora “ha n’ho fèma, ho e’ stomèg imbarazèd”…. Così la raschiatura del tegame dove si erano cucinate le patate in umido, diventava essa stessa una “pietanza”, come “ripassare” i gusci delle poveracce dove noi bambini lasciavamo “zgatùl” e, comunque, ripulire i piatti laddove fosse rimasto qualcosa foss’anche il sugo da raccogliere col pane…sarà per questo che, adesso, quando vede ”scartare” del cibo, commenta “us fa pchè!”.






