Di questa chiesa, una delle più antiche della città, si ha menzione sin dal 1144, quando papa Lucio II confermava alla Chiesa riminese i suoi possedimenti. Il documento citava ogni edificio di culto confermato ai Canonici della cattedrale di Santa Colomba, e fra di essi compare anche la chiesa di San Michelino in Foro.

La facciata in origine dava sul foro, l’attuale Piazza tre Martiri (da cui il nome). L’edificio aveva una pianta a forma di croce latina, come si può osservare in un disegno del Seroux D’Agincourt del 1823, con un’abside semicircolare. L’autore inoltre data l’origine della chiesa al V secolo.

Nel Medioevo la chiesa fu beneficio dei milites Templi, ovvero dei Cavalieri Templari; dopo il 1312, anno del processo contro di essi, la chiesa pervenne al Cavalieri di Malta. Parzialmente distrutta nel 1786, venne ricostruita due anni dopo, come attestava una lapide apposta nell”800 sulla facciata. La chiesa fu parrocchiale fino al 1806, quando venne soppressa e l’edificio passò in mano a privati divenendo un magazzino.

Unico caso tra gli edifici di culto costruiti dell’alto Medioevo, la chiesa di San Michelino è l’unica a mantenere una porzione in alzato. Si possono osservare l’abside e parte del transetto ancora oggi, inglobati in un edificio tra via San Michelino in Foro e via IV novembre.

Cabreo raffigurante la Chiesa di San Michelino in Foro [dalla pagina facebook dell’Archivio di Stato di Rimini]
Testo: “Chiesa di S. Michel’Arcangelo in Foro, posta dentro alla Città di Rimino, con Case d’Abitazione, con Orto di Canne dodici, Cortile di Canne tre e piedi cinquant’uno, che in tutto Canne 15:51”

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2 risposte a “La chiesa di San Michelino in Foro”

  1. E’un vero peccato che i resti di S.Michelino in Foro e l’affresco ivi scoperto vadano progressivamente in rovina. Sarebbe importante se un gruppo di volenterosi e di associazioni locali si facessero promotori di un’azione di recupero e valorizzazione,prima che sia troppo tardi!

    • Maurizio, ci siamo recati in San Michelino nel 2013 con gli archeologi che ne hanno pianificato il recupero ed altri appassionati di grande spessore (Carlo Valdameri su tutti): la situazione è sempre più critica, ma ci sono problemi soprattutto burocratici, riguardanti la “potestà” del luogo…. paradossalmente la questione economica non è quella di maggiore spessore!

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