La piccola chiesa del Borgo San Giuliano

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Pubblicato la prima volta il 4 Maggio 2020 @ 09:02

Domenica 26 settembre si è celebrato il IV centena­rio della costruzione della chiesa intitolata alla Beata Vergine della Scala. La pro­cessione della festa di San Giuliano Borgo si è fermata anche presso il Santuario; la tappa ha previsto un incontro tra la comunità del Borgo e quella ucraina che, periodica­mente, celebra lì la sua S. Messa in rito greco-cattolico. All’inizio del ‘600 i tre quarti della popolazione del borgo di San Giuliano traevano sosten­tamento dalla vita marinara e fu per questo che il torrione delle mura civiche, al quale era ancorata la catena per la sua chiusura nell’ora del peri­colo, aveva un’effige della Vergine dipinta sul muro fin dal 1608. Gli abitanti del Borgo raccontano di un even­to miracoloso avvenuto in quell’anno quando un giova­ne, caduto con il cavallo nel fiume Marecchia travolto da una piena, aveva chiesto aiuto alla Madonna posando gli occhi sulla sua immagine che si trovava appunto sul muro sotto la scala di quel torrione. Il giovane si salvò e da ciò deriva il nome della chiesa a Lei dedicata: Madonna della Scala. Leggiamo a questo pro­posito quanto lasciò scritto il Clementini nel “Raccolto istorico della fondazione di Rimino e dell’origine e vite de’ Malatesti” del 1617-1627: “Alla fabbrica della terza Chiesa (così egli indicava la Chiesa della Madonna della Scala) porse occasione l ‘effi­gie della Madre di Dio, dipin­ta alli due di Giugno 1608 da Alessandro Codrini Riminese in un muro, lungo il fiume Marecchia, alla riva quasi del mare dentro, infine del Borgo e Parrocchia di S. Giuliano, sotto la Scala d’un Torrione, nel quale agli ultimi tempi de’ Malatesti stava confitta la catena per chiuder il porto; che perciò ritiene la novella Chiesa il nome della Madonna della Scala“. Così continuava lo storico Tonini “E fattosene poi nella Città sonora tromba, publicò a’ Riminesi ii seguìto, sicchè in un momento si riempirono le sponde et il d’intorno al fiume di divoti di Maria. Per dare degna sistemazione all’affre­sco della Madonna miracolosa, fu subito costruita una cappella, finanziata grazie alle elemosine delle famiglie dei marinai, che venne bene­detta il 10 luglio 1610 e l’8 ottobre l’affresco della Madonna, dopo essere stato staccato dalle mura del tor­rione, venne collocato sopra l’altare della celletta. Subito l’immagine sacra fu venerata dagli abitanti del borgo di San Giuliano; a lei rivolgeva­no un saluto e una preghiera i marinai in partenza per la pesca o al ritorno nel porto. …Vedendosi poi, che la Chiesetta non era capace di ricettare concorso tanto gran­de di popolo, fu di nuovo ampliata, et un’altra volta trasportata la Santissima Madonna col muro stesso, ove di presente sta. collocata“.
Nel 1708 fu permesso ai pescatori, per potere accedere alle loro barche … “l’uso della strada dell’Uscietto della Madonna della Scala“.
A seguito di ripetute fiumane, furono avviati altri lavori di ingrandimento e di riedifica­zione; in una adunanza Consigliare del 1718 infatti si deliberò di concedere l’ ap­poggio alle mura medievali per riedificare la Chiesa dalla parte di fuori verso il mare; furono anche concessi insie­me quattro piedi della strada contigua alla sagrestia” … per comodo della Nobiltà, che con carrozze suole concorrere alla detta Chiesa particolar­mente in giorno della Festa della suddetta Bea.ma Vergine“. L’arco posto di fian­co alla chiesa apparteneva alle mura malatestiane del XV secolo che cingevano il Borgo. “…Questa opera atter­rata o per opera del fiume, o per mano di uomini” fu poi rifatta nel 1733 da Giovan Battista Gervasoni Angelini e fu chiamata perciò Porta Gervasona.
Nel 1923 la contessa Chiara Boleri Martinelli, ultima erede della famiglia proprieta­ria della Cappella, lasciò la Chiesa alla Pia Unione sorta per iniziativa di un gruppo di giovani dell’Azione Cattolica della parrocchia di San Giuliano. Il pittore riminese Francesco Brici decorò il cati­no absidale con il “sogno di Giacobbe”. Nel 1927 si inau­gurarono l’organo, la torre campanaria e le balaustre in marmo. Il 22 luglio 1931 Pio XI ha eretto la Chiesa a Rettorìa.
Arrivò l’ultima guerra e tutto venne distrutto dai bombarda­menti. Il quadro della Madonna fu salvato perché era stato trasferito a Montetauro: in esso oltre alla Vergine e al Bambino, si vede un terzo personaggio con il piviale da vescovo, in atteggiamento di venerazione della Madre con il Bambino, che non è S. Giuseppe, ma probabilmente è S. Nicola venerato il come protettore della gente di mare. Nel dopoguerra sparite le decorazioni, gli affreschi, gli stucchi, gli ori si doveva ricominciare a costruire e il consiglio perciò tornò ad occuparsi dei lavori necessari perché la chiesa risorgesse più bella e più grande della prece­dente: era la quarta volta che si procedeva alla sua ricostru­zione. Nel 1963 il pittore Luigi Arzuffi ridisegnò nell’abside “Il sogno di Giacobbe”: la Madonna è la vera scala che conduce al cielo.
Dal 2001 nella canonica sono ospiti le suore Figlie della Carità.
La Chiesa della Madonna della Scala è diventata un punto di riferimento spirituale e liturgico per molti gruppi di immigrati.

Arnaldo Pedrazzi
Ariminum
n.6 Novembre/Dicembre 2010

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