Nel 1982 Massimo Simonetti, architetto e designer riminese, ha l’idea di progettare un fast-food che pur conservando alcune caratteristiche tipiche del pranzo veloce mantenesse nelle linee architettoniche e nello stile degli arredi tutte le caratteristiche di buon gusto e raffinatezza tipiche del «made in Italy».
Nasce così proprio a Rimini il primo «Italy & Italy» sul lungomare della nota città romagnola. E oltre all’arredamento particolare per la prima volta in un fast-food vengono servite pizze, insalate e, naturalmente, il tradizionale hamburger.
«Era da tempo – dice Massimo Simonetti – che stavo pensando a un’idea per rinnovare il look da “pompa di benzina” che caratterizza il settore della ristorazione veloce. Così pensai a un locale in linea con la tradizione italiana vuoi per i materiali impiegati nell’arredamento (marmo, pietra, fontane, piante, specchi e soffitti decorati a mano) vuoi per il menù (spaghetti, pizza) e vuoi naturalmente per il nome. Italy & Italy e un richiamo di sicuro effetto soprattutto all’estero».
– Cosa c’è di «nuovo» nei locali «Italy»?
«Mangiare in un fast-food non vuole certo dire trovare modo di allacciare contatti umani. Si può tornare in un certo ristorante perché, anche se l’ambiente non è particolare, padrone simpatico o la cucina particolarmente gustosa. Ma nel fast-food il prodotto è costante, sempre la stessa scelta di piatti, non ci sono contatti umani con il personale e quindi l’unico modo che il “signor Italy” ha a disposizione per comunicare con i clienti è l’ambiente che deve essere assolutamente confortevole. Sono particolarmente soddisfatto perché, ultimamente, anche alcune grandi catene di self-service americane hanno aperto negli Usa alcuni locali strutturandoli architettonicamente con maggior attenzione all’arredo».
– Quale è dunque la caratteristica di questi locali?
«La nostra caratteristica architettonica consiste nell’uso della pietra. Un tipo di pietra usata anche dal Palladio. La pietra “spaccata” che si trova all’ingresso degli Italy vuole essere un fatto artistico, un segno ben definito. Questi locali non devono sentire il peso del tempo, devono essere sempre attuali».
– Allora non andremo più nei ristoranti tradizionali?
«Anzi, i ristoranti tradizionali saranno valorizzati, il mangiare artigianale – come le nostre tagliatelle fatte in casa – acquisterà in futuro un prestigio ancora maggiore ma purtroppo sarà sempre più un fatto da “giorno di festa” perché i prezzi saranno di conseguenza. Quelli che a mio parere sono destinati a sparire sono i locali che offrono cibo di livello medio-basso e nello stesso tempo hanno prezzi che non possono reggere la concorrenza dei fast-food».
Massimo Simonetti, 38 anni, vive e lavora a Rimini
Da quindici anni, cura l’architettura d’interni ed esterni di alberghi, ristoranti, negozi e discoteche della sua e di altre città d’Italia dosando sapientemente originalità ed eleganza unite ad un grande senso pratico ed estetico. Suo ad esempio è il «Caffè delle Rose» di Rimini del quale Federico Fellini disse: «Un caffè così bello mi sembra che ci sia sempre stato nei miei Amarcord…»
Nel 1982 l’artefice di «Italy & Italy», l’originale fast food all’italiana di cui crea il nome e l’immagine, curando inoltre nei minimi particolari l’architettura, il design e la comunicazione. Sull’onda del successo di Rimini, Simonetti continua la realizzazione degli «Italy & Italy» In altre città Italiane: Bologna, Firenze, Milano, Modena eccetera.
Ma non è questo il solo lavoro realizzato da Simonetti su scala nazionale, di recente è stato inaugurato un centro turistico situato sul mar Tirreno Il complesso «Pianeta Maratea», comprende un Grand Hotel ed un Villaggio Turistico di cui Simonetti è progettista sia per quando riguarda gli spazi interni che gli arredi. La grande serietà professionale gli ha permesso di varcare i confini nazionali con la realizzazione degli arredi e degli spazi interni di due grandi alberghi in Marocco.
il Resto del Carlino, 1986
[N.d.R.: Nel dicembre 2025 il marchio Italy&Italy è rinato, grazie alla passione e alla volontà degli ex-colleghi di quarant’anni fa divenuti oggi soci. Dopo un primo esperimento commerciale – realizzato attraverso un temporary shop alle Befane di Rimini – e la constatazione della persistente popolarità del brand, la catena – specializzata nella riproposizione del solo Pizzotto – sta pianificando l’apertura di nuovi punti vendita]










