“E zà, parchè mè a non fat gnint…”

0
261

Pubblicato la prima volta il 27 Maggio 2016 @ 00:00

“Cosa ci hanno lasciato” di Grazia Nardi
Vocabolario domestico: “E zà, parchè mè a non fat gnint… ho tnù al mèni tlà… (oppure: am so gratè la…) tót e dé”

Già, come se io non avessi fatto niente tutto il giorno e avessi tenuto le mani nella… (o mi fossi grattata la…): qui il riferimento è noto ai più, ovvero il termine volgare da “balosa a fregna”, che va riportato perché era la parte sostanziale del commento e anche perché, come detto più volte, la volgarità del termine nel suono dialettale si smorza per assumere il senso di un’espressione popolare e diffusa senza secondo fine.

Era il commento ricorrente della donna di casa, ritenuta quella che “non lavora” e dalla quale tutti si aspettano qualcosa, alla quale tutti chiedono… stupiti ed irritati quando scoprono che i loro desideri non sono stati esauditi. Allora così rispondeva la poveretta, risentita e sconsolata alle domande “ma come non mi hai stirato i pantaloni?” “ma non sei andata a ritirare il vestito in lavanderia?” “non ha fatto la pasta sfoglia? E… la piada?”; ma era anche la risposta che rivendicava il proprio lavoro casalingo, quando il marito, rincasando, rifiutava ogni ulteriore incombenza, ogni azione riparativa con la induscutibile motivazione “ a sò strac mòrt, mè ho lavurè tut’òz..” e la moglie infuriata : “me invece ho tnù…” .

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.