Pubblicato la prima volta il 7 Febbraio 2015 @ 00:00
“Cosa ci hanno lasciato” di Grazia Nardi
Vocabolario domestico: “Je dvènt sgnór, ja mès só ènca è telèfùn”
Trad.. è evidente che si siano arricchiti…. hanno messo persino il telefono… un commento che, alla fine degli anni ’50, segnava la demarcazione tra quelli rimasti poveri e gli altri.. quelli che “ja avéva fat furtuna”… magari col lavoro o le attività stagionali legate al turismo, tema trattato più volte in queste pagine…così dopoil frigorifero, il televisore, il telefono diviene il nuovo “status simbol”.. e spesso proprio per questo veniva installato.. fino ad allora si era visto solo nei films, in qualche negozio, o in tj’ufiziè… Il telefono? Per far che? (da fè co’?). Le relazioni umane erano per lo più dirette. La cerchia dei parenti stretti ruotava attorno a ogni persona, con gli amici ci si incontrava quotidianamente sul lavoro, durante la spesa, nelle veglie serali. Dunque il telefono veniva associato esclusivamente ad un uso professionale, l’avuched, e’ dutor.. potevano usare il telefono ma gli altri… a che scopo? Al massimo il titolare del negozio perché i bottegai dovevano fare “gli ordini” delle merci eppoi all’occorrenza si prestavano come servizio pubblico per i clienti. E’ sì perché le prime, indifferibili telefonate, prima ancora che nei bar frequentati pressoché esclusivamente da uomini, si sono consumate nella bottega dei generi alimentari, con quel telefono nero, in bachelite, appeso al muro in senso verticale, con la rotellina che girava attorno ai numeri e la rubrica, piccola, ciondolante dallo spago legato al chiodo, legata con la matita. Gratis agli inizi, col contascatti in seguito. A casa mia, negli anni ’60, come in molte altre, arrivò nella formula del duplex ovvero una linea unica per due utenti che abitavano vicini, il numero di telefono simile, in genere distinguibile per una sola cifra e non c’era, allora, l’obbligo del prefisso per le telefonate urbane. Vi si accedeva con l’unico scopo di risparmiare sulla bolletta che, di fatto, veniva dimezzata con il non piccolo inconveniente che non si poteva telefonare né ricevere chiamate contemporaneamente. Per questo, il “socio” veniva scelto, quando possibile, nella cerchia delle amicizie ma il duplex è divenuto poi una delle cause maggiori di litigio per la frequenza con cui, al bisogno, si trovava la linea occupata “dall’altro”: “cusch’i avrà da dì! Je sempra attachèd ma che telefùn! i sta dagli óri!”.





