Ulderico Marangoni nel 1976 [Archivio Storico Chiamami Città]
Ulderico Marangoni, figura notissima nell’ambito della tifoseria calcistica riminese e, per l’ottimo aspetto, anche molto apprezzato dal gentil sesso che frequentava la nostra riviera negli anni 60/70, non ha certamente bisogno di ulteriori presentazioni per i riminesi che l’hanno visto partecipe, a modo suo, della vita della nostra città, alla quale era molto affezionato e che sicuramente con un valido sponsor alle spalle avrebbe maggiormente contribuito a far conoscere all’ospite gradito.

Verso la fine della prima parte degli anni ’50, Ulderico rientra a Rimini, proveniente da terre lontane dopo, sembra gli insuccessi coloniali francesi, e naturalmente non sapendo dove alloggiare, anche lui, come tanti altri, decide di fermarsi alla “Trattoria Stella con alloggio” delle sorelle Nicolò nel Borgo Marina.

Tutta la mia famiglia conosceva bene le sue origini e le sue vicissitudini ma fu ben lieta di accoglierlo sebbene avesse detto subito che doveva ambientarsi nuovamente anche a livello economico nella sua città.

Rimase con noi, se ben ricordo circa sei mesi ed io, bambino, osservavo questa figura, sempre molto elegante, prendere ogni giorno di più contatto con il territorio: ogni suo rientro era un dialogo continuo con i grandi di casa che contribuivano a riempirgli i vuoti che ancora poteva avere a causa del suo periodo coloniale forse da ex Legionario .

Ora nessun tifoso del pallone ha mai potuto capire come fosse riuscito, in pochissimo tempo, a ricrearsi il bagaglio informativo che gli consentiva di essere esperto tra esperti davanti al Caffè Giovannini e che poi lo faceva esplodere in consigli e suggerimenti alla domenica pomeriggio nello stadio comunale.

Il segreto era che tutte le mattine, il sottoscritto, come un giovane scudiero, aveva l’obbligo di recarsi di corsa da “Rodriguez”, famoso edicolante vicino al sottopassaggio della Stazione, e ritirare tutti i giornali sportivi presenti sul mercato per portarli rapidamente per la “rassegna stampa” in camera.

Marangoni aspettava il mio arrivo, spesso non troppo veloce, con l’ansia di chi doveva ricevere notizie della massima importanza e si applicava nella lettura come lo studente nella preparazione di un esame.

Era un piacere poi osservarlo nel pomeriggio, in Corso d’Augusto, tenere la conversazione sulla materia sapendo di come si era preparato durante tutta la mattina.

I suoi libri di testo venivano catalogati e accatastati nella stanza e quando arrivò il momento di lasciarci per una migliore sistemazione impiegammo una intera giornata per liberarla da quintali di giornali.

In tutti gli anni che seguirono, fino alla sua morte, la sua presenza di cittadino partecipe della vita riminese è conosciuta da tutti noi: basti ricordare la sua orazione in Piazza Cavour sulla Rimini Calcio e i suoi suggerimenti al “Mago Hellenio”, e naturalmente Ulderico non riuscì più a riconoscere in me, adulto, la figura del suo giovane scudiero che fino ad oggi ha sempre mantenuto il segreto di come, in così poco tempo, fosse riuscito a superare i massimi esperti di “calcio parlato” presenti sul territorio.

Sergio Giordano

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