“Mej ma léa (ló) che ne mu mè”

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Pubblicato la prima volta il 10 Luglio 2018 @ 00:00

“Cosa ci hanno lasciato” di Grazia Nardi
Vocabolario domestico: “Mej ma léa (ló) che ne mu mè”

Meglio sia capitato lei (lui) che a me…. commento valido in tutte le situazioni in cui la propria posizione parte svantaggiata..la sentivo dire a donne che, già madri, volevano evitare un’altra gravidaza ovvero un aggravio di spese e preoccupazioni in un periodo un cui la miseria aveva la M maiuscola e garantire pranzo e cena era già un’impresa.. così quando si veniva a sapere della gravidanza di una amica o di una vicina, scattava il commento: mèj ma léa che ne mu mè”… non dimeno quando qualche guaio finanziario capitava a chi, tutto sommato, aveva le possibilità di affrontarlo…. Insomma un commento un po’ egoistico ma suggerito dalla condizione…. Frequente anche quando dettato da una sorta di cinismo scaramantico… alla notizia della dipartita di un conoscente mentre a voce alta si esprimevano le condoglianze… sottovoce e col gesto delle corna magari nascosto nella tasca… usciva la frase.. “meglio a lui/lei…”. Così quando capitava un incidente sul lavoro, certo il fatto addolorava ma non pochi tiravano un sospiro di sollievo per essere scampati. Non era mancanza di sensibilità ma istinto si sopravvivenza che portava ad essere più razionali di quanto si sarebbe voluto..non a caso la razione di cibo più abbondante e nutriente era riservata a chi lavorava che, certamente aveva un maggior dispendio di energie, ma – soprattutto – doveva stare in salute perché “suj capita un spèin ma ló a sém a la strèda!”

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