Suggestus: storia o leggenda?

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Pubblicato la prima volta il 1 Maggio 2020 @ 12:53

…A questo punto l’indagine storica si confronta con la leggenda, che vuole che Cesare avesse parlato nell’odierna Piazza Tre Martiri e che additava anche il petrone, su cui proconsole sarebbe salito per arringare i soldati. È pressoché impossibile determinare se il petrone che si mostrava in piazza Rimini fosse quello effettivamente usato da Cesare, anche perché della pietra originale (fosse collocata sopra suggestus che ancora oggi si vede) pare essersi persa traccia. Si possono però proporre alcune suggestioni su come sia stata tramandata in ambito locale la tradizione del discorso di Cesare.

Una data importante è il 1555, anno in cui i consoli riminesi fecero erigere il suggestus, in restituzione di quello antico (vetustate collapsum, eroso dal tempo, come si legge nell’iscrizione del cippo di Piazza Tre Martiri). Il testimone più antico del Petrone e però F. Petrarca, che racconta di un suo viaggio a Rimini, avvenuto tra il 1321 e il 1326 circa, in cui vide la famosa pietra. Non ci sono elementi sicuri per risalire ulteriormente nel tempo, anche se è probabile che questa tradizione locale si assurda ben prima del 1300; era una tradizione quindi già viva in età pre umanistica. Questa notazione non è priva di valore: è noto che gli umanisti erano inclini a falsificare iscrizioni dell’antichità; un esempio è costituito da cosiddetto decretum Rubiconis, un’epigrafe che riproduce l’ingiunzione del Senato di non varcare il Rubicone con le armi (nota solo della tradizione letteraria). Il suggestus cinquecentesco risponde in parte lo stesso gusto del decretum Rubiconis, testimoniando il recupero erudito della tradizione antica, ma riflette anche una consolidata tradizione popolare. Sebbene non ci siano elementi sicuri a sostegno di questa ipotesi, è possibile che suddetta tradizione sul discorso di Cesare sul petrone fosse molto antica e che sia stata tramandata per via orale, senza che essa sia passata necessariamente attraverso un filtro erudito, cioè alla lettura di lucano, Svetonio e altri autori antichi.

Inoltre si nota come, a partire da Duecento, la figura di Cesare abbia trovato nuova popolarità, grazie opere come Li fet des Romains, ben presto tradotto in volgare (Fatti di Cesare). Sono scritti che ripetono supinamente gli autori classici (particolarmente Svetonio e Lucano), e si soffermano sul discorso nel forum di Rimini. Probabilmente fu proprio la grande diffusione dei fatti di Cesare che diede nuova linfa alla leggenda del Petrone, che aveva la sua origine fosse in tempi molto più antichi. La tradizione umanistica, poi, se ne appropriò, legittimandola attraverso l’iscrizione del suggestus cinquecentesco e tramandandola così fino ai giorni nostri.

Federicomaria Muccioli
Ariminum
N. 10 Gennaio-Febbraio 1996

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