Da una mappa del 1768.

Forse non tutti sanno che il borgo di San Giuliano nel XV secolo ebbe due cinte murarie: la prima risalirebbe, come vuole la tradizione, all’epoca di Federico II (XII secolo); alcune tracce sono visibili presso Villa Maria e presso l’abbazia di San Giuliano. La seconda cinta muraria fu costruita tra 1352 e 1358 da Galeotto Malatesta. Tra le due mura per secoli rimasero unicamente campi incolti, orti e boschi, tanto che la zona venne chiamata l’Orto dei Cervi [nell’immagine in alto, al n. 5]. Lo stesso nome indica il modo in cui questo ampio spazio veniva utilizzato dalla famiglia Malatesta, ovvero come parco e piccola riserva di caccia.

Veniamo al perchè del titolo: Giovanni Antonio Battarra (Rimini, 9 giugno 1714 – Rimini, 8 novembre 1789) fu un esponente di spicco della cultura riminese del XVIII secolo. Sacerdote più per scarsità di mezzi che per vocazione, naturalista e micologo insigne, era famoso per l’indole sdegnosa e bizzarra. L’entità della bizzaria può trovar conferma nel funerale che tenne al proprio bracco Orione. La cerimonia si tenne nell’Orto dei Cervi, vicino alla chiesa della Madonna della Scala, Battarra personalmente tenne l’orazione funebre e vennero letti altri componimenti in italiano, latino e in dialetto bolognese. Fece incidere anche un ritratto in rame del povero bracco, seduto su di una base sulla quale vi era questa iscrizione:


E così sappiamo che Orione, oltre ad avere un padrone un po’ toccato, era un ottimo cacciatore di lepri, anatre, quaglie ed altri uccelli.

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