La “sirena” riminese

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Pubblicato la prima volta il 8 Febbraio 2019 @ 10:45

Arrivò una foschia improvvisa, alle ore 11:15 del 24 Novembre 2017 lungo la Battigia, nella zona sud dei Bagni 98-100. 

Una signora anziana, con cappuccio sulla testa ed il bastone in mano,  camminava lentamente verso nord e così, prima Ulisse ed infine io, che andavamo verso sud, ci trovammo a pochissima distanza da lei. Questa donna,  gentilmente, ma con una certa angoscia, che si avvertiva dal tono della sua voce, chiese : “Mi scusi ma c’è la nebbia oppure sono i miei occhi che non vanno ? Ho 90 anni …..” .

Io per rincuorarla, come tentò di fare il fiaccarista con il nonno nel film Amarcord, le risposi: “Tranquilla signora! C’è la nebbia e se ci fosse stata la Sirena, come una volta,  non avrebbe avuto questa paura!” 

E così le offrii il braccio,  riportandola sulla sicura pedana del Bagnino. 

Nella sera del Natale 2013, se non ricordo male, mentre nella nebbia, io e Ulisse andavamo sulla Palata per smaltire io i cappelletti e lui i resti del bollito,  pronto, come sempre, ad ascoltare gli ululati del bracco italiano in dialogo con la Sirena, volgarmente Nautofono, ci accorgemmo che questa era scomparsa,  era diventata “muta”, senza che i riminesi, che in quel luogo sanno bene di essere i soli padroni della costa, venissero informati dal Gestore del congegno tecnologico. 

Chiamai immediatamente con il cellulare il mio amico, da sempre,  ammiraglio Aleardo Maria C. e lui mi rispose a malincuore: “Caro Sergio il Marifari ha deciso di smontare tutte le strutture, dal momento che ritiene che ormai con il GPS tutti possono rientrare facilmente in Porto considerando quindi le Sirene solo delle “obsolescenze tecnologiche” !!!!”

Fu così che quella Nebbia, che il giornalista Beppe Servegnini, quando da Londra era corrispondente del Corsera, sottolineava capace di fa ritornare bambini i londinesi,  aveva perso la sua portavoce  proprio nella città dei sogni di Federico Fellini! 

Negli innumerevoli anni della nostra storia marinara, durante le notti invernali, quando gli Umani dormivano sotto l’imbottita. che odorava di perenne naftalina, era il canto della Sirena che spesso riusciva a ringalluzzire partner un pochino spenti, al posto del futuro Viagra, perché quello meno addormentato svegliava delicatamente l’altro dicendo: “C’è la nebbia,  hai sentito la Sirena?” e così riprendevano,  abbracciandosi,  un discorso dimenticato da tempo.

Era la Sirena che suggeriva a chi stava al caldo, in casa o sotto le coperte,  che naviganti, molto meno fortunati di loro, sarebbero stati aiutati dal suo eco ….. marinai, che in un Mare silenzioso e buio, navigavano a vista alla ricerca del Porto dove poter rientrare. 

Questa “obsolescenza tecnologica”, proprio nell’anno seguente alla sua perdita, fece comprendere che se ci fosse stata avrebbe consentito ad un natante, di non perdere l’orientamento evitando alla Guardia Costiera di intervenire in soccorso, a 4 miglia dalla costa riminese. La medesima cosa si verificò, in una giornata primaverile, ad alcune “derive mobili” in regata che,  al sopraggiungere della foschia, diventarono non vedenti ed immobili. 

La calata della Nebbia è sempre stata avvertita dai naviganti come un vero pericolo e i nostri nonni ben lo conoscevano, tanto che le antiche famiglie dei pescatori, quando esistevano solo barche a “Vele al Terzo” e prima che arrivasse il Nautofono, erano costrette a correre  sulla Palata anche con i coperchi delle pentole o altro per percuoterli e fare quel “baccano” capace di segnalare ai marinai dove indirizzare la loro prua per rientrare a casa sani e salvi. 

Il ripristino della Sirena in questi ultimi anni è stato sempre un punto di discussione tra riminesi e le istituzioni,  dal momento che essa fa parte della nostra identità,  e vorrei riassumere questo concetto con quanto dichiarò il Sindaco Andrea Gnassi sempre nel dicembre 2013 : 

Ho scritto alla Capitaneria di porto di Rimini per ribadire la volontà dell’amministrazione di ripristinare il nautofono,  che non è solo un simbolo della nostra marineria,  ma è soprattutto un servizio utile per le piccole imbarcazioni. Siamo disposti anche a coprire gli eventuali costi,  in collaborazione con la Regione ed altri enti”.
Da quel giorno tutti noi abbiamo vissuto il calvario,  fino alla raccolta di firme per velocizzare il percorso burocratico,  dove la cornice finanziaria per il ripristino consisteva in una spesa non superiore ai 7 mila euro!

Un contro-altare fra la città di Rimini e gli Organi della Marina Militare o, per essere più precisi, con quel settore delegato alla gestione dei fari.

In un primo momento le condizioni dettate per la riconsegna della Sirena, quasi fosse un ostaggio marino, furono di ricevere l’equivalente di un certo numero di “divise”, che non sono le monete ma vere e proprie uniformi militari, poi ci fu il cambio di rotta e al posto delle divise si preferivano delle bricole per ormeggiare …..

Sembra,  finalmente,  che questo giramento di “maroni marini” sia arrivato a buon fine nell’anno 2018, anche per merito dell’interessamento del Club Nautico di Rimini, che, essendo un soggetto privato, può acquistare il nautofono, ancora custodito dal Guardiano del Faro, e cederlo alla Città . 

Aspettiamo quindi  il suo ripristino ufficiale nell’anno 2019,  e sicuramente  ci inventeremo un evento storico, quasi un nuovo film felliniano, con o senza la presenza della Nebbia! 

Tuttavia, conoscendo il popolo feisbuchiano presente in tanti gruppi di discussione su Internet, come pure il brutto vizio di alcuni abitanti della costa di lagnarsi su tutto, non vorrei che ora, a distanza di 6 anni, il riascoltare, al sopraggiungere della Nebbia, il TUUUU… TUUUU… TUUUU… possa generare un altro  lamento, quello del lavoratore diurno che lo vedrà come un ostacolo al suo riposo, dimenticandosi completamente il valore di questo utile canto della povera Sirena!!!!

Sergio Giordano

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