Il volo a vela a Rimini (1933-40)

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Per un giovane che non aveva ancora assolto gli obblighi militari, e che ambiva a entrare nei ranghi della Regia Aeronautica in qualità di pilota, conseguire il brevetto di volo a vela era una strada preferenziale. Anche a Rimini dal 1933, sino allo scoppio della II Guerra Mondiale, era stato possibile praticare corsi di volo a vela.

Il primo velivolo utilizzato per questo scopo era un libratore, un rudimentale aliante, come si può vedere dalla fotografia. Sino ad oggi è stato possibile individuare due fotografie di quei velivoli utilizzati a Rimini.

La prima è conservata nell’Archivio fotografico della Biblioteca Gambalunga. É stata scattata sulla spiaggia antistante il Grand Hotel da Marcello Rusticani, e depositata in copia da Anna Maria Rusticani, sua figlia.

I lanci dei libratori avvenivano mediante cavi elastici collegati sotto la prua del velivolo. I cavi vengono tirati dagli altri componenti del corso di pilotaggio, fino alla tensione voluta dall’istruttore. All’ordine di “mollare”, il pilota deve rispondere “pronti”, così l’incaricato libera l’apparecchio che con un fulmineo balzo si libera nell’aria come un enorme aquilone. I cavi automaticamente si sganciano e l’apparecchio vola guidato dal pilota. Il brevetto “A” consiste nel fare un volo in linea retta della durata minima di 31 secondi. Il brevetto “B” richiede all’allievo di saper virare e atterrare con l’apparecchio in posizione diversa dal punto di partenza.

Nell’interessantissima immagine di Rusticani, si vede il cavo elastico che fluttua nell’aria prima di cadere a terra.

La seconda immagine, anche questa conservata nella Biblioteca Gambalunga, è presente in un articolo della rivista “Il Rubicone” del 1933, nella quale è presente un articolo sull’aeroporto di Rimini, intitolato “Tre anni di vita dell’Aero Club riminese”.

Qui è possibile leggere la composizione della Commissione di volo a vela composta dal presidente dott. Giuseppe Massani, dal Pilota Corrado Grassi, dal sig. Cella Nello, e dal sig. Cantelli.

Nella deriva di questo secondo velivolo, ingrandendo l’immagine, si può leggere la matricola I-AAZW dalla quale è stato possibile individuare che si trattava di un modello Zoegling, che era stato costruito nel 1931 dalla ditta “Aeronautica Bonomi”.

Istruttore dei corsi, sia di volo a vela, che di pilotaggio aereo, era stato il riminese Antonio Morelli, che deteneva il brevetto di III Grado. L’iniziativa tra i giovanissimi aveva ottenuto un discreto successo, raggiungendo nel 1933 la cifra di circa 200 iscritti per conseguire il brevetto di volo a vela. Nelle cronache de “Il Popolo di Romagna” del 20/11/1934, sono riportati i nomi di quarantotto ragazzi che avevano conseguito l’attestato di aliantista:

“Attestato B: Pesaresi, Morelli. Brevettati primo corso A: Soldati Carlo, Lolli Lino, Pasini Guerrino, Pesaresi Edoardo, Gottardi Remo, Malatesta Goffredo, Cortesi Enzo, Gattei Giovanni, Gattei Vincenzo, Bertozzi Virgilio, Maracci Bruno, Betti Giulio, Massari Oscar, Mele Alberto, Grossi Ciro, Magnani Gastone, Bernardi Armando, Cella Nello, Mosca Mario, Dallalio Francesco, Morelli Antonio, Ravegnani Antonio, Lazzarini Antonio, Tononi Luigi, Bernardi Marino, Baldinini Luigi, Landi, Pozzi Enzo, Urbani Urbano, Lattanzi Abo, Monti Aurelio, Roberti Mario, Paglierani Nicola, Igini Aldo, Fraternali Alberto, Arduini Corrado, De Angeli Alberto, Fonti Gabici Armando, Lazzari Sergio, Mandolesi Massimo, Montebelli Corrado, Adeferri Ettore, Grisoli Werter, Nicoletti Antonio, Pompili Aldo, Baldini Dante, Fiorini Angelo, Zampieri Luigi”.

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