Il litorale adriatico risucchiato dal vortice

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I danni del fortunale

Pubblicato la prima volta il 26 Ottobre 2018 @ 09:49

I danni del fortunale
I danni del fortunale

Sulla Riviera Adriatica non si dimenticherà facilmente l’eccezionale fortunale che lunedì pomeriggio ha devastato larghi tratti di litorale. Un’enorme nuvola nera si è propagata rapidamente dal mare verso la fascia costiera, miniera d’oro e ragione di vita di 300.000 romagnoli e di tutto l’ampio retroterra che vive sul turismo della provincia balneare più frequentata d’Europa.
Quasi contemporaneamente la nuvola nera dell’uragano ha investito tutta la costa romagnola da Cesenatico a Bellaria-Igea Marina, Rimini, Riccione, Misano Adriatico e Cattolica, sorprendendo una operosa popolazione al lavoro e migliaia di turisti provenienti da tutte le parti d’Europa. Dal mare spinte da raffiche di vento, ad oltre km. 104,400 all’ora grosse onde provenienti da nord si sono abbattute sulla fascia dell’arenile, miste a forte pioggia.
L’acme del temporale, scoppiato alle 19.25 è registrato alle 19.42. A quest’ora una terribile ondata si è sollevata dal mare che ha raggiunto una forza spaventosa che si è abbattuta sulla costa. Un terribile muro alto 2 metri, che ha superato di colpo tutto l’arenile e si è abbattuto spaventosamente contro le balaustre marmoree dei lungomari o invade gli arenili e i camping costieri, trasportando come fuscelli barche, mosconi (pattini), motoscafi, cabine di legno (quelle in muratura hanno resistito), tende, ombrelloni, sedie a sdraio , tavoli e attrezzature dei bar di spiaggia (frigoriferi e casse di bottiglie), sventrando porte e finestre, accartocciando saracinesche, spargendo per largo tratto costumi, asciugamani, indumenti vari, eccetera. Nel porto di Rimini un peschereccio ed un grosso motoscafo d’alto mare sono stati sollevati dalle acque e deposti sul molo di levante, mentre altri motoscafi sono risaliti per 1 km lungo il corso del fiume Marecchia ammarando fra i campi del greto, vicino al bimillenario ponte di Tiberio. Altri sono affondati nella darsena del Club Nautico.
A Riccione una draga è volata al di sopra del piazzale del porto, nella cui darsena motoscafi, pescherecci e piccole imbarcazioni da diporto hanno battuto l’un l’altra; parecchi sono colati a picco, altri sono stati lanciati al di là degli ormeggi e della litoranea, mentre le attrezzature balneari mobili sono state abbattute e scagliate a monte dei bei lungomari, insieme ai rottami delle pareti di legno delle cabine.
A Cattolica le attrezzature balneari sono state quasi interamente distrutte o danneggiate, mentre numerosi alberghi, soprattutto quelli ubicati nella zona del porto, hanno subito gravi danni. Carabinieri e bagnini di salvataggio si sono prodigati fino a tarda notte per controllare la costa e il molo da dove hanno tratto in salvo, in condizioni difficilissime tre persone rifugiatesi in un bar che veniva spazzato via dalle onde. Si dà per disperso un giovane cameriere di 16 anni, certo Fernando Cermaria, di San Giovanni Marignano, ma le informazioni sono molto confuse e contraddittorie. Gravi danni hanno subito anche le imbarcazioni ancorate nel porto mentre un peschereccio che stava transitando davanti alla spiaggia di Cattolica è stato scagliato sull’arenile, a pochi metri dagli alberghi di prima linea.
Le raffiche impetuose del vento hanno colpito anche le zone più interne, sradicando alberi centenari, come a Rimini, nel piazzale del Risorgimento, ove due pini secolari, di circa 50 cm di diametro sono stati addirittura sradicati, abbattendosi sulla sede stradale. La filovia Rimini-Riccione è stato interrotta in tre punti, a Riccione, a Miramare ed a Rimini.
Il conte Antonio Zavagli, ex addetto navale italiano a Tien Tsin e in Giappone, ci ha detto di aver visto fenomeni naturali così violenti solo nei mari dell’estremo oriente. Effettivamente nessuno nella nostra zona ricorda un temporale del genere.
Proprio quando la furia dell’uragano imperversava, sono partite le prime iniziative di soccorso. Carabinieri, vigili del fuoco, tutte le forze di polizia e di finanza, compresa la Polstrada, i vigili urbani, perfino i soldati del 18º reggimento artiglieria, di stanza a Rimini, ci sono prodigati per soccorrere i pericolanti, mentre chiamate telefoniche si incrociavano affannosamente e drammatiche da tutti gli angoli della Riviera. Da Cesenatico proveniva la notizia che il 59 enne Dino Severi, rifugiatosi in un capanno di pescatori, era stato travolto dalla caduta del capanno stesso e ucciso. A Santarcangelo eguale sorte toccata al quarantunenne Antonio Giorgi, che mentre transitava in frazione Canonica veniva colpito dai fili dell’alta tensione e fulminato. Nella stessa Rimini scompariva nella bufera il trentaquattrenne Giuliano Drudi, abitante in via Spluga 25. Decine di altre persone, abitanti del luogo o villeggianti, riportavano contusioni e ferite da taglio procurate da frammenti di vetro. Ma la situazione di gran lunga più drammatica e impressionante si aveva nei tre camping internazionali di Misano a Mare, Riccione e San Giuliano a Mare di Rimini. A Misano oltre un migliaio di turisti italiani e stranieri, con auto e roulotte, erano attendati, quando l’ondata ha invaso e sommerso il suo campo. I carabinieri di Rimini, aiutati dai carabinieri di Bologna (era giunta subito una intera compagnia del battaglione persino al comando del capitano Mario Schiraldi, con il comandante di legione colonnello Edoardo Palombi) e dai vigili del fuoco riminesi si sono prodigati a soccorrere i disgraziati e a portarli in salvo. I malcapitati turisti sono state rifocillati, rivestiti e ospitati in vari alberghi della zona.
Nel camping di Riccione l’intervento dei carabinieri ha salvato diverse centinaia di campeggiatori, anch’essi sorpresi dalle acque. Centinaia di coperte sono state distribuite ai poveretti dai carabinieri e dal comando del 18º reggimento artiglieria. Alla fine, defluite le acque, i campeggiatori hanno voluto ritornare nel campo e si sono alloggiati nella palazzina della direzione, le donne e bambini al piano primo piano, gli uomini al pianterreno,
Dove la situazione richiesto gli interventi più audaci e difficoltosi, è stato nel camping di San Giuliano a Mare, che si trova direttamente sul mare, in una zona sotto il livello stradale. Qui la forza della mareggiata ha trasformato il camping in un lago, mentre un centinaio di campeggiatori si rifugiava disperatamente nella palazzina in cemento della direzione, in attesa di soccorsi. I carabinieri della compagnia riminese, al comando del capitano Ennio Cicloni, hanno cercato di avvicinarsi ai poveretti per trarre in salvo, ma le acque erano troppo alte per i loro mezzi, per cui è stato necessario chiamare in aiuto i mezzi speciali dell’esercito. Il colonnello Renato Della Bella, comandante del reggimento, con alto spirito di solidarietà ha inviato immediatamente alcuni grossi automezzi dagli assi altissimi, ufficiali e soldati. In questo modo è stato possibile avvicinarsi alla palazzina, ma poiché un muretto di cinta teneva i mezzi dell’esercito lontani una decina di metri dai pericolanti, il capitano Cicloni e i suoi carabinieri senza alcuna esitazione, alla luce dei riflettori, si sono gettati nell’acqua vorticosa e procedendo fra i flutti si sono portati fino alla palazzina ed hanno cominciato a trasbordare sulle spalle i turisti stranieri, cominciando dalle donne e bambini.
Dopo cinque viaggi di andata e ritorno tutti pericolanti sono stati portati in salvo alla caserma dei carabinieri, rifocillati, rivestiti e quindi smistati in alcuni alberghi riminesi. Venticinque di essi hanno passato la notte sulle brandine dei militari.
Intanto, il prefetto di Forlì, Dott. Renato Schiavo e il questore, Dott. Mario Bertolucci, facevano affluire da Forlì e Cesena rinforzi di vigili del fuoco e di agenti di P.S., insieme con una compagnia del reparto mobile di Imola, mentre da Roma si preannunciava l’arrivo di un corpo mobile dei vigili del fuoco con attrezzi speciali. Il prefetto e questore, senza alcun indugio, mentre ancora infuriava il temporale, partivano da Forlì ed intervenivano nelle località più disagiate, rimanendo tutta la notte nella nostra zona, per impartire direttive e disposizioni. Anche servizi di vigilanza sono stati effettuati per reprimere reati da parte di eventuali sciacalli. I carabinieri e gli agenti di P.S. hanno perlustrato tutta la zona. Nel corso dell’ opera di pattugliamento è stato arrestato il trentottenne Armando Raggi, di Roncofreddo, residente a Rimini in via Dardanelli, sorpreso mentre stava asportando dall’arenile di Bellaria-Igea Marina degli oggetti di alcuni sinistrati.
Nella mattinata di oggi la spiaggia romagnola presentava un aspetto inconsueto. Pareva che durante la notte vi fossero passati i quattro cavalieri dell’Apocalisse. Ma già a mezzogiorno la situazione era cambiata. Le attrezzature balneari mobili, che la sera precedente erano volate via sotto le raffiche di vento, ora venivano rierette fra la curiosità di migliaia e migliaia di persone. Al lavoro di restauro delle cabine provvedevano non solo gli operatori di spiaggia, ma anche turisti italiani e stranieri. Il lunghissimo arenile brulicava di folla operosa, i mosconi erano stati rimessi sulla linea della battigia, gli ombrelloni e le tende si asciugavano al sole, le sedie ed i tavoli venivano ripuliti e raddrizzati. « Fra 24 ore – ha dichiarato Ing. Gorini – Rimini sarà come prima. Tranne qualche albero spezzato nessuno si accorgerà del temporale di ieri ». Elio Conti, il presidente dell’ATAM (l’Azienda municipalizzata riminese dei trasporti) affermava che domani mattina il filobus Rimini-Riccione riprenderà a funzionare. « Solo il punto al termine di viale Principe Amedeo richiederà tre o quattro giorni di lavoro, perché il vento ha spezzato il grosso palo di ferro che sosteneva l’attrezzatura dei fili. Ma noi faremo passare il filobus dall’altra linea di viale Dandolo, instaurando provvisoriamente un senso unico e il traffico non ne soffrirà. Domani e mercoledì, giorno di mercato a Rimini, e i turisti non devono sentirsi danneggiati da trasporti insufficienti ».
I sindacati della CISL, CGIL e UIL, che avevano indetto per oggi e per domani uno sciopero dei dipendenti pubblici degli enti locali, si sono riuniti d’urgenza dopo la mezzanotte. La decisione è stata unanime. « Data la situazione lo sciopero è sospeso fino a nuovo provvedimento. Tutti al lavoro per restaurare la nostra città ».
Questa mattina nella residenza municipale il sindaco ha chiamato raccolta parlamentari, enti turistici, associazioni di categoria, sindacati, eccetera. All’ordine del giorno un solo argomento. Come affrontare la situazione nel migliore dei modi. Non ci sono state molte discussioni: col turismo in Romagna non si scherza.
Intanto anche Riccione, come negli altri centri di raschi, dopo il primo pauroso inventario, ci siete rimboccati le maniche e ci si è messi al lavoro, aiutati anche dai turisti. « In tre giorni – ha dichiarato Giancarlo D’Orazio presidente della locale Azienda di Soggiorno – il temporale non rimarrà che un ricordo ».
I danni causati dall’immenso nubifragio sull’intera riviera adriatica si fanno ascendere ad oltre 2 miliardi di lire. A Cattolica stata lanciato una simpatica campagna di solidarietà: un gruppo di turisti stranieri aperto una sottoscrizione per aiutare i bagnini danneggiati dalla tempesta.

Amedeo Montemaggi
Il Resto del Carlino
10 giugno 1964

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