I natali riminesi del “Minigolf” nazionale

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Pubblicato la prima volta il 3 Giugno 2022 @ 09:27

L’attività volontaria – ormai decennale – in “Rimini Sparita APS” ha riservato (e riserva) momenti di autentico stupore, grazie all’appassionato coinvolgimento dell’Associazione nella digitalizzazione di alcuni archivi fotografici privati di assoluto valore. Una delle opportunità più esclusive ci è stata recentemente offerta dalla famiglia Montemaggi ed è finalizzata alla valorizzazione e divulgazione del patrimonio del patriarca Amedeo, già noto al grande pubblico per la sua attività di giornalista e capopagina dell’edizione riminese de “Il Resto del Carlino”, nonché storico di riferimento internazionale per gli studi sulla Linea Gotica. Amedeo Montemaggi, vivendo il costante e duplice ruolo di giornalista professionista / fotografo amatoriale, si è rivelato anche un testimone riminese di indubbia sensibilità, in grado di dimostrare il fondamentale abbinamento filologico tra l’immagine e la narrazione scritta, evidentemente necessario per un’esaustiva comprensione delle vicende sociali.

Montemaggi, oltre ad aver conservato in modo rigoroso il proprio archivio fotografico utilizzando principalmente i raccoglitori tradizionali per negativi, in alcuni casi ha riciclato il retro di alcune “veline” – redatte negli anni Cinquanta per l’Ufficio Stampa dell’Azienda di Soggiorno riminese – che si sono rivelate delle piccole e suggestive epifanie. Abbiamo infatti scoperto, pur telegraficamente, annunci e descrizioni di episodi ed eventi turistico-mondani apparentemente marginali, ma cronologicamente sorprendenti e particolarmente rappresentativi del fermento riminese di quegli anni.

Questa lunga premessa è necessaria per illustrare la modalità rocambolesca attraverso la quale siamo riusciti a rintracciare la comparsa, improvvisa ed esclusiva, del “Minigolf” a Rimini nel 1955, attività, all’epoca, unica sul territorio nazionale – degna ed emblematica della più vivace Rimini “Felix” – inizialmente ricreativa, ma divenuta successivamente una vera e propria specialità sportiva, dalla vasta popolarità nei paesi anglosassoni e teutonici.
Nel foglio redatto a macchina il 30 giugno 1955 viene infatti annunciata l’inaugurazione, alle ore 18 del 3 luglio successivo, del “campo da golf in miniatura” riminese nella zona del porto – attività tuttora esistente e florida – grazie all’iniziativa del Sig. Mazzoni, “un concittadino residente da molti anni all’estero” e “con il concorso dell’Azienda Autonoma di Cura e Soggiorno”; il comunicato, peraltro, sottolinea esplicitamente che “la Riviera di Rimini è l’unica – in Italia – che sia dotata di un campo di golf in miniatura, che possa offrire agli ospiti italiani e stranieri una nuova attrattiva di carattere sportivo e mondano”. Quest’ultimo dettaglio, incredibilmente mai ripreso e diffuso nelle epoche successive neanche a scopo promozionale, indica inequivocabilmente un ulteriore primato riminese che merita un corretto e doveroso approfondimento e riconoscimento: la città di Rimini, oggi, non viene mai menzionata in alcuna fonte ufficiale delle federazioni sportive, né sui siti Internet monografici.

Nato come passatempo negli Stati Uniti durante gli anni Venti del Novecento e divenuto, in breve tempo, un passatempo popolare – negli anni Trenta oltreoceano si contavano già 30.000 campi – il Minigolf – dall’inglese miniature golf – cresce, paradossalmente, soprattutto negli anni successivi alla Grande Depressione, in quanto ricrea negli appassionati l’illusione della competizione maggiore, ben più dispendiosa, sulle 18 buche tradizionali; inoltre, le dimensioni limitate e le forme libere e fantasiose ne permettono l’installazione in parchi, giardini e, addirittura, su molti terrazzi di New York.

In Europa la sua diffusione ripropone, a qualche anno di distanza, l’espansione americana: ai primi campi inglesi, nati nel 1920, seguono così con particolare successo commerciale e sportivo quelli tedeschi e svedesi; nel 1937, in Svezia, nasce addirittura la Federazione Europea di Golf su Pista (questa la denominazione agonistica dell’attività).

Dopo l’inevitabile e lunga pausa dovuta agli eventi bellici, nel 1951 un architetto svizzero, Paul Bongni, codifica il primo sistema a 18 buche in cemento, che viene in seguito universalmente identificato con il termine “Minigolf”: su tale progetto realizza, ad Ascona nel Canton Ticino, il primo campo al mondo brevettato, inaugurato il 19 marzo 1954 e ancora oggi operativo. Sul medesimo modello in cemento si baseranno tutti i campi costruiti successivamente in Italia, Svizzera e Germania; il percorso di Rimini, nato solo un anno dopo, viene quindi inizialmente strutturato sul “Sistema Bongni”: 17 buche standard in cemento armato lunghe 12,00 m. e larghe 1,25, piazzole del diametro di 2,00 metri; una sola buca (la 7) è lunga 18,00 metri e la piazzola della buca ha un diametro di 5,00 metri.

Al Bongni si aggiunge, nel 1956, il “Sistema Miniaturgolf”, un nuovo tipo di allestimento prefabbricato molto versatile, creato dal commerciante tedesco Albert-Rolf Pless e basato su semplici telai ricoperti di Eternit, sostituito inevitabilmente, in epoca moderna, da colla e cellulosa (o vetroresina): 13 buche, 12 con ostacoli e 1 diritta. Su queste due varianti principali verranno costruiti i primi campi italiani, la cui fondazione ufficiale appare comunque successiva a quella riminese, ovvero risalente al periodo a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta: tutte le fonti consultate al proposito appaiono nebulose, contraddittorie e amaramente non menzionano mai Rimini quale pioniera, anche nel settore delle competizioni agonistiche e ricreative legate al neonato passatempo.

Nelle settimane successive all’inaugurazione di “Ri.Minigolf” (denominazione commerciale di rara arguzia!) alla quale partecipano, tra gli altri, il Sen. Silvestrini, il comandante Cecchi, il gen. Pasquali in rappresentanza del Comune e l’ing. Nicola Palloni, presidente dell’Azienda di Soggiorno, vengono organizzati i primi tornei e gli eventi mondani correlati: domenica 17 luglio si tiene la I Coppa Azienda di Soggiorno “Riviera di Rimini”, che vede un’appassionata partecipazione di numerosi iscritti italiani e stranieri. Dal 4 agosto, invece, in notturna (ore 22), si svolge la prima “Coppa Cassa di Risparmio di Rimini”, che viene consegnata al vincitore (“Sig. Gian Franco Facchini di Bologna”) il 9 agosto successivo, in occasione di un’elegante festa da ballo e dell’elezione di “Miss Golf 1955” (“Signorina Giusi Pagani di Parma”, già vincitrice del quarto premio sportivo alla medesima Coppa).

Il Minigolf creato dal Mazzoni ottiene, quasi immediatamente, un riscontro commerciale tale da stimolare la nascita costante e progressiva di altre attività omologhe: già pochi anni dopo una seconda area attrezzata per il gioco, molto più piccola, viene realizzata di fronte all’Hotel Villa Rosa, sulla centralissima viale Vespucci.

Ripercorrendo progressivamente la galassia di avvenimenti e di iniziative riconducibili all’Età dell’Oro turistica della Riviera Romagnola, qui ribattezzata Rimini “Felix”, non si può non rimanere stupefatti e un poco perplessi per il raggiungimento di tanti primati e l’oblìo – spesso involontario, ma parimenti colpevole – al quale abbiamo condannato gli stessi agli occhi delle generazioni più giovani, a scapito anche dell’obiettività storica e di una doverosa autoreferenzialità: rivolgiamo quindi, ancora una volta, un pensiero affettuoso al sempre valido Silvano Cardellini, che auspicava quella necessaria – ma evidentemente mai accolta con la dovuta attenzione – “Botta d’orgoglio” territoriale per l’adeguato riconoscimento di un unico e, forse, irripetibile spirito imprenditoriale riminese.

Ariminum
Anno XXIX – N. 2 Marzo-Aprile 2022

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