“E’ fa e’ gagà…”

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Pubblicato la prima volta il 15 Marzo 2016 @ 00:00

“Cosa ci hanno lasciato” di Grazia Nardi
Vocabolario domestico: “E’ fa e’ gagà…”

Detto riferito ai giovanotti nostrani che ostentavano una sorta di eleganza distintiva rispetto al “popolino”, esemplari che entravano a pieno titolo nella cerchia di quei soggetti fissati, nel tempo, da “ I Vitelloni” felliniani. Ricordo lo zio Gino, ventenne negli anni ’50, che pur di modestissime condizioni economiche, indossava la camicia a maniche lunghe anche in piena estate mentre i jeans erano considerati abbigliamento da lavoro… ma il termine “gagà” era riferito anche a quelli più attempati che si atteggiavano a casanova, frequentatori di balere e sale da ballo pomeridiane dove, più che alle giovani “servette” in libera uscita, facevano il filo alle vedove o alle zie che accompagnavano le ragazze.

Si riconoscevano da tratti comuni: unghia del mignolo allungata per aprire il pacchetto delle sigarette, polpastrelli ingialliti dalla nicotina, dente incapsulato in oro, camicia sbottonata sul petto villoso, capelli impomatati, amanti delle allusioni e del doppio senso, in perenne vanto delle proprie conquiste e delle proprie doti; c’era addirittura chi girava con un tratto di corda come indicatore di lunghezza…

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